Volley femminile: finali Champions falsate dal doping?

Volley femminile: finali Champions falsate dal doping?

Solo pochi giorni fa, tutti abbiamo applaudito la Pomì Casalmaggiore per l’impresa di essere riuscita a conquistare la Champions League di volley femminile. Giustamente.

Quello che è sfuggito ai mass media – ma che non sminuisce neppure di una virgola l’impresa della formazione italiana – è che in semifinale Casalmaggiore abbia affrontato una Dinamo Kazan decimata. Ufficialmente per una intossicazione alimentare, anche se l’ombra del Meldonium si allunga pure su questa vicenda..

Il farmaco “che cura tutto” è stato (ed è) infatti di uso comune in Russia e nei Paesi ex sovietici, e proprio alla vigilia della semifinale Champions l’agenzia antidoping ha comunicato un cambio di procedura negli esami introducendo il prelievo del sangue al fianco del classico controllo delle urine.

Con una coincidenza che ha un tempismo sorprendente, Dinamo Kazan comunica che la palleggiatrice Evgenija Startseva e l’opposto Ekaterina Gamova (ossia due delle sue stelle più luminose) non giocheranno perché vittime di una non meglio precisata intossicazione alimentare.

Kazan, che arriva alle finali con i favori del pronostico, chiude ultima senza riuscire mai ad entrare in partita: vince un solo set in due match.

E nasce il sospetto che tutto questo sia dovuto alla mancanza di un aiutino..

 

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